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24 Dicembre 2025

Dal governo una manovra senza crescita.

Una manovra senza crescita che aumenta l’età pensionabile, piena di nuove tasse per famiglie ed imprese, senza crescita.
Il Governo di Giorgia Meloni aumenta le diseguaglianze e la povertà…scelgono la propaganda sull’oro anziché restituire il drenaggio fiscale, approvare il salario minimo ed aumentare gli stipendi. Il PD insieme al centrosinistra al lavoro per l’alternativa….il mio intervento in aula!

Il mio intervento

Il mio intervento in versione testuale

Signora Presidente, a mio avviso non serve alzare di molto i toni, perché credo che questo percorso di approvazione del disegno di legge di bilancio segni un inevitabile declino di questa maggioranza e un grande fallimento della politica economica e sociale di questa destra. 

Siete usciti un anno prima dalla procedura d’infrazione, signora Presidente, ovviamente per eccesso di debito: una scelta politica certamente utile per lo spread, per il rating, per i mercati, anche per un miglior sentiero nella gestione del debito pubblico. Tuttavia, Presidente, risulta evidente che è del tutto inadeguata, senza le riforme, per sostenere la dimensione sociale ed economica dell’Italia. Il sentiero che avete costruito è molto stretto: fa manutenzione ordinaria ad un declino irreversibile senza riforme, si limita ad incorporare l’accordo NATO per il riarmo senza alcuna indicazione su cosa fare e quando, con una certezza drammatica, signora Presidente: per questo Governo e per questa maggioranza il tutto deve avvenire senza l’Europa, che non esiste in questa manovra di bilancio.

In questo disegno di legge di bilancio la grande assente è proprio l’Europa e l’Italia, che dovrebbe continuare a rappresentare e promuovere, non esiste. È imbrigliata nelle divisioni interne alla maggioranza, dentro un partito, quello della Lega, che ha visioni contrapposte e determina il collasso di questa crisi. È imbrigliata nel fallimentare, quanto insostenibile, ruolo che la presidente Giorgia Meloni tende a rappresentare nella dimensione internazionale. Non funziona, signora Presidente. L’equilibrio che Giorgia Meloni rivendica di rappresentare tra l’Europa e Trump le impedisce di scegliere e l’Italia non ha la dimensione economica, né la forza in solitudine per svolgere questa funzione di mediazione. Tutto questo rappresenterà un fallimento certo. Lo dico, cara Presidente: tutti comprendono in Italia che per difendere al meglio gli interessi delle famiglie e delle imprese italiane l’ambito ottimale necessario si chiama Europa  e per la difesa comune serve una politica estera comune.

Non basta la propaganda per rafforzare la credibilità internazionale della Presidente del Consiglio. Senza scegliere, senza scelte concrete, purtroppo, si lacerano le identità del nostro continente e anche del nostro Paese: quelle sociali, quelle economiche e quelle della presa in carico del disagio delle persone. Muoiono sotto le macerie delle mancate scelte e della propaganda. Si rinuncia perfino all’identità produttiva e manifatturiera dell’Italia.

Con queste caratteristiche non c’è futuro. Ecco perché noi diciamo alla presidente Meloni che occorre scegliere e si scelga in fretta una nuova Europa per proteggere e rilanciare gli investimenti comuni e per costruire un mercato comune europeo.

È una manovra progettata a Palazzo Chigi sulle macerie del fallimento del vostro programma di mandato. Nasce con il tradimento dell’identità del centrodestra, nasce con una pressione fiscale che cresce al 42,8 per cento, nasce con un aumento dell’età pensionabile, nasce senza ambizioni di crescita economica.

Crescono purtroppo i costi a carico delle famiglie, cresce il carrello della spesa, crescono le assicurazioni, crescono i costi per i correntisti nelle banche. Signora Presidente, siamo pieni di nuovi balzelli e tasse, compresa quella dei pacchi, ma le vostre bugie stanno nel pacco che state scaricando sulle famiglie italiane. Questo è il punto di partenza; il tradimento dell’identità del centrodestra è una delle questioni fondamentali sulle quali si scaricherà il vostro fallimento, anche nel consenso con il Paese.

Vi faccio una domanda alla quale non abbiamo mai sentito rispondere. Mi chiedo per quale ragione abbiate deciso di non tassare i colossi del web e abbiate deciso invece di tassare le imprese italiane e le partite IVA che non accedono al concordato, in quanto hanno pagato, nella progressività e nel rispetto delle regole, ciò che era dovuto nella pressione fiscale.

Scaricate i ricatti che avete all’interno del vostro potere di governo sulle imprese italiane e in particolare su quelle più fragili. Dovevate tassare i grandi capitali e chiedere perfino un contributo di solidarietà alle grandi ricchezze per finanziare in maniera adeguata istruzione, salute, formazione delle risorse umane e sostenere una cura importantissima per la promozione dell’educazione nei confronti dei più giovani. Non vi è nulla di tutto questo.

Per il rating fate due operazioni drammatiche sotto certi aspetti: consegnate il pilastro della previdenza, tradendo il vostro programma di mandato, e tagliate tutto il pilastro pubblico e gli investimenti. Siete riusciti nella straordinaria operazione di chiamare sotto falso nome un taglio lineare con un riordino, una riprogrammazione. In realtà, purtroppo, la notte dei coltelli che avete vissuto internamente al Governo rischia di chiudersi con ulteriori tagli sugli investimenti. Riuscirete non solo a rallentare i tempi degli investimenti delle metropolitane, ma rischiate anche di bloccare quelli del PNRR, gli unici elementi che contengono la poca crescita che abbiamo dentro il bilancio pubblico e i saldi di finanza pubblica. Fate delle operazioni. Lavorate sotto falso nome per privatizzare, lo si vede dalle misure che introducete. Si spinge sempre, senza le riforme, il privato accreditato su regole del passato, ma contemporaneamente tagliate il pilastro pubblico. Queste non sono le riforme dell’accreditamento, né delle riforme che in campo scolastico prevedevano una piena integrazione tra la scuola pubblica e anche quella accreditata, che svolge una funzione pubblica, ma non dentro un taglio. Servono investimenti e riforme, quelle che non fatte e che servirebbero al Paese, quelle che invece portano il pilastro pubblico verso una dimensione privata. Alzate il tetto della diretta nel settore farmaceutico, tagliando il Fondo per i farmaci innovativi. È una vergogna. Il Paese che ha il più alto tasso di sistema sanitario pubblico e universale dovrebbe avere un’ambizione: attrarre le imprese del settore farmaceutico che investono in ricerca e innovazione per attrarre e costruire lavoro, in particolare per i nostri ricercatori e per i più giovani. Invece, con questi balzelli e questa propaganda di rottamazione della demagogia del fisco, le spingete a investire altrove – in Turchia e nel resto del mondo – e le spingete fuori da un Paese che avrebbe nel settore sanitario la possibilità di far crescere occupazione, sviluppo e speranza per i più giovani.

Voi fate alcune operazioni perfino corporative perché, anziché aiutare le imprese sui dispositivi medici (che sarebbe utile salvare perché svolgono una funzione produttiva utile al sistema sanitario pubblico), aiutate con alcune operazioni corporative di piccola entità il sottosegretario Gemmato, più che altro attento a difendere le sue prerogative e i suoi interessi nel settore farmaceutico. È una vergogna di fronte a un sistema sanitario che collassa.

Vi dovreste preoccupare, signora Presidente, dei sei milioni di persone che rinunciano alle cure. Non facciamo paragoni assurdi. Non usiamo i privilegi che stanno in capo a chi ha il potere per accedere al sistema sanitario. Ci sono centinaia di migliaia di persone che non riescono a costruire una diagnosi in emergenza perché non sono in grado di accedere all’emergenza del sistema sanitario. Che servirebbe una riforma lo sanno tutti e io lo dico: senza riforme, questo Paese va in declino e voi avrete la più grande responsabilità di portarlo in una situazione recessiva.

Vi è un disagio giovanile crescente. Per noi la risposta sta nell’educazione, per voi nella detenzione, nel carcere, nell’inasprimento della pena. È una vergogna! Tranciate il profilo umano e promozionale del sapere e della cultura, che è italiano, tipico dell’Italia e dell’Europa, che non volete avere nemmeno la dignità e la disponibilità di conoscere e leggere. Ecco perché, contro il fallimento delle vostre azioni di Governo, noi siamo impegnati su politiche economiche alternative, per costruire l’alternativa a questa destra.

Vi è una crisi profonda, che sarà ancora più evidente nei prossimi mesi, tra la vostra propaganda e ciò che servirebbe alle famiglie e alle imprese italiane per guardare al futuro con speranza, per ridurre il tasso di rabbia e di solitudine che invece attraversa le nostre famiglie. Voi giocate sulla paura per ragioni di consenso? Noi prepareremo un’alternativa di Governo per trasformare questa paura in speranza, perché qui c’è il vostro declino. Ecco perché per noi i problemi reali sono la natalità, perché un Paese che invecchia non ha futuro. Per noi i problemi reali sono la formazione delle risorse umane, perché senza formazione non c’è futuro. Per noi il problema e la priorità sarebbero un’ordinata gestione dei flussi migratori, perché ne abbiamo bisogno per reggere il nostro sistema previdenziale, ma anche per dare competitività alla nostra impresa.

Noi abbiamo bisogno di alzare i salari e gli stipendi delle famiglie e dei lavoratori italiani, perché senza stipendi adeguati non c’è uno spazio di crescita sui consumi interni. Lo sanno tutti. Non c’è bisogno di lauree in economia e neanche di alzare i toni. È un principio basilare dell’economia: se si lascia il potere d’acquisto dei salari otto punti indietro significa che non c’è spazio per una crescita vera interna.

Con tutto ciò che sta sopra di noi, nello scenario internazionale, peraltro mal governato in assenza dell’Europa, non ci si può appoggiare solo alla lotta ideologica. Occorrerebbe contestare i dazi per garantire competitività al nostro export, anziché girarsi dall’altra parte e subire i ricatti dei padroni e dei potenti. Questa è la partita in campo.

Signor Presidente, ecco perché per me questa legge di bilancio ha rappresentato qualcosa di straordinario. Un caos e una confusione di questo tipo era impossibile leggerli perfino per l’opposizione prima di iniziare questa straordinaria avventura.

Per me la fotografia sono i primi due emendamenti segnalati. Il primo, del principale partito di maggioranza, a firma del senatore Malan, che dice che l’oro appartiene al popolo italiano e che ha costretto il ministro Giorgetti a girovagare per l’Europa per correggere, in relazione ai trattati, una norma assurda, inutile, ininfluente, perfino dannosa: perché l’oro appartiene allo Stato di cui i cittadini esercitano la sovranità in relazione agli aspetti contenuti nella Costituzione. 

Il secondo emendamento era il nostro ed era unitario, l’avevamo costruito per restituire il drenaggio fiscale ai lavoratori. Questa era la legge di bilancio, alternativa a questa maggioranza, che serviva per restituire dignità, credibilità e futuro al nostro Paese.

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