/

24 Maggio 2023

Alluvione Emilia-Romagna: serve nominare un commissario

Oggi sono intervenuto in aula a nome del gruppo del Partito Democratico in risposta all’informativa del ministro Musumeci sull’emergenza alluvioni.

Ho detto al ministro che occorre procedere urgentemente alla nomina di un commissario, non possiamo governare l’emergenza senza conoscere la ricostruzione. Abbiamo bisogno di riprogettare la raccolta delle acque e di ripensare il bacino idrografico dell’Emilia Romagna, di mettere in sicurezza le aree più colpite che all’inizio del secolo erano paludi e sono tornate ad essere tali.

Dobbiamo mettere in campo una nuova idea di sviluppo in cui la sostenibilità ambientale sia centrale, i cambiamenti climatici non vanno più considerati un’emergenza ma un fenomeno strutturale. Possiamo trasformare la fragilità in opportunità, se evitiamo banalizzazioni e teatrini della politica.

Dobbiamo fare bene e farlo in fretta, con un rapporto di cooperazione tra Stato, Regione ed enti territoriali.

Condividi il mio post Facebook

Vi lascio anche il mio intervento in versione testuale

Signor Presidente, Ministro, onorevoli senatori e senatrici, il primo pensiero lo vogliamo rivolgere alle 15 vittime. Purtroppo anche in questa occasione le istituzioni non sono state in grado di proteggerle; non è la prima volta e probabilmente – dicendoci la verità tra di noi – non sarà l’ultima. Le questioni emergenziali sono grandi tumulti, grandi fratture nel rapporto con il nostro Paese. Hanno colpito una delle Regioni più avanzate d’Italia e d’Europa.

Io credo che prima di tutto, per onorare queste persone, alle cui famiglie il Gruppo del Partito Democratico vuole inviare un messaggio di solidarietà, di vicinanza e di cordoglio, dobbiamo alzare l’asticella e decidere tutti insieme qual è la sfida che abbiamo di fronte.

Per noi è naturale ricercare la leale collaborazione tra i diversi livelli di governo e desidero dirlo al Ministro, che ringrazio. Sappiamo perfettamente che di fronte ad una calamità siamo più forti e credibili se lavoriamo insieme, nell’interesse generale del nostro Paese, del nostro territorio, di questa terra. Allora lo ha fatto molto bene il presidente Bonaccini, lo sanno bene i sindaci di ogni colore politico, lo sa bene il Governo, perché io considero la postura istituzionale che l’Esecutivo ha mantenuto di fronte a questa emergenza all’altezza delle istituzioni. Mi riferisco cioè a una collaborazione che – a mio avviso – è preliminare al raggiungimento dei risultati che tutti insieme dobbiamo ottenere, perché solo salvaguardando la nostra credibilità avremo al nostro fianco le persone, le famiglie, le imprese che in questa terra sono state così pesantemente colpite. È dunque preliminare salvaguardare questa collaborazione e mantenere lontani dal teatrino della politica tentativi di ricercare colpevoli, di introdurre fiere della banalità piuttosto che soluzioni concrete da rappresentare.

Quello che è successo è un fenomeno emergenziale, ma noi dobbiamo cominciare a considerare i cambiamenti climatici come un elemento strutturale. Dobbiamo essere consapevoli che per fare questo dobbiamo togliere di mezzo discussioni enormi, che spesso hanno messo in contrapposizione sviluppo economico e sostenibilità ambientale. No, caro Ministro, lo sviluppo economico che noi possiamo riproporre in questa terra deve essere ambientalmente sostenibile.

Non possiamo negare l’evidenza o introdurre concetti senza conoscere questa terra. L’Emilia-Romagna, grazie alla laboriosità dei propri cittadini e delle sue tantissime imprese, ha saputo trasformare una delle aree più povere del Paese in una delle aree più avanzate d’Italia e d’Europa.  L’Emilia-Romagna ha la propria identità nel concetto del saper fare, del fare insieme, del fare bene e del progettare il futuro. Sa essere comunità. Quella che chiediamo è una risposta all’altezza del compito che viene chiesto oggi al Governo, perché questa terra ha bisogno di risposte nuove; ha bisogno di definire un nuovo modello di sviluppo economico che sia ambientalmente sostenibile; ha cioè bisogno di uscire da un dibattito insostenibile e insopportabile che mette in contrapposizione la sostenibilità ambientale allo sviluppo economico.

Signor Ministro, dico pertanto con grande chiarezza che abbiamo bisogno di procedere urgentemente alla nomina di un commissario, perché non possiamo gestire l’emergenza senza conoscere la ricostruzione. L’emergenza è direttamente connessa alla ricostruzione; dobbiamo riprogettare i nostri sistemi di raccolta delle acque; probabilmente il bacino idrografico della nostra Regione ha bisogno di essere ripensato, perché dobbiamo garantire la messa in sicurezza alle tante famiglie e alle tante imprese. In passato, alla fine dell’Ottocento, le aree più colpite erano paludi e sono tornate ad esserlo; le aree più avanzate del sistema agricolo italiano che insistono su questa terra sanno bene che se noi non interverremo di fronte a nuovi processi di sviluppo economico nei quali la sostenibilità ambientale torni ad essere centrale, non avranno un futuro.

Allora, signor Ministro, dobbiamo procedere con rapidità e responsabilità. Dobbiamo essere consapevoli che dobbiamo avvalerci delle migliori risorse umane che sono presenti nelle università italiane e nel mondo, perché la messa in sicurezza di questo territorio è possibile. Inoltre, offrire a questo territorio un’idea di un nuovo sviluppo economico è indispensabile, è l’identità di questa terra che porta a trasformare una fragilità in opportunità, se ci lavoriamo insieme, se la rappresentiamo per quello che è, se tra di noi evitiamo di introdurre banalizzazioni scollegate con il contesto sociale ed economico di quella terra.

Ho provato tanta emozione in questi giorni nel vedere la reazione dell’Italia intera e vogliamo ringraziare l’intero Paese, che si è messo in movimento e ha incrociato le migliori radici di questa terra, che sono quella della solidarietà, del fare insieme e dell’impegnarsi concretamente a risolvere i problemi.

Ora abbiamo bisogno di procedere con urgenza e lo dobbiamo fare bene. Abbiamo bisogno di restituire una funzione alla prima collina, alla montagna, a quelle moltitudini di frane che purtroppo isolano le persone. Non lo possiamo fare nell’improvvisazione: lo dobbiamo fare con una nuova visione dello sviluppo economico e della cooperazione tra Stato, Regioni ed enti territoriali. Solo se alzeremo questa asticella, riusciremo insieme a garantire un futuro a questa terra. Questo per me è l’asse portante del ragionamento che il Partito Democratico vuole offrire al Governo.

Avremo tempo e modo di valutare il decreto che avete approvato. Cercheremo di migliorarlo perché, quando in gioco c’è l’interesse generale del Paese, il Partito Democratico vuole offrire al Governo risposte e soluzioni concrete, nel pieno rispetto delle comunità che dobbiamo conoscere: sono le comunità che hanno offerto al nostro Paese un’idea nuova dello sviluppo economico dell’Italia. Facciamo attenzione a non trasformare tutto in un teatrino della politica, in una banale contrapposizione tra i diversi livelli di Governo.

Procediamo con responsabilità e urgenza: lo meritano quelle persone ed è il modo migliore per onorare coloro che purtroppo non ce l’hanno fatta e che non siamo stati in grado di proteggere.

Condividi