Newsletter di mercoledì 8 luglio 2020

Ogni giorno Salvini e Meloni chiedono nuove elezioni, il loro terreno di gioco preferito sta in una campagna elettorale permanente. Le loro parole, i loro slogan, le loro bugie mostrano la predisposizione al parlare,  la loro totale estraneità ad una responsabilità istituzionale garantita ovunque dalle opposizioni in tempo di pandemia. La lega chiedeva nuove elezioni dal Viminale, dal luogo istituzionale più delicato per garantire sicurezza e legalità per tutti, mostrando da subito il volto della propaganda.
Il Governo, che ha appena approvato il dl semplificazioni, ha  garantito le adeguate protezioni a tutti i lavoratori, ha favorito  la liquidità alle imprese, ha erogato ai Comuni,  alle regioni e alle famiglie le risorse necessarie per prevenire pericolosi conflitti sociali. Lavoro difficile, senza precedenti sia per le dimensioni delle ricadute economiche sia per la complessità dell’uscita dal lockdown.

Siamo consapevoli di alcuni ritardi e delle diverse difficoltà che abbiamo incontrato sia per erogare la cassa integrazione, sia per favorire la liquidità alle imprese nelle sue diverse modulazioni. Diverse iniziative vanno velocizzate, tuttavia possiamo dire che nei percorsi di conversione in legge dei diversi decreti approvati dal Cdm abbiamo lavorato in commissione Bilancio ed in Parlamento per semplificare le procedure, per rafforzare le garanzie necessarie per l’erogazione della liquidità.
L’introduzione degli interventi a fondo perduto per le imprese che hanno subito una contrazione del fatturato,  affidati all’Agenzia delle entrate, stanno garantendo velocità e tempestività a dimostrazione che l’Agenzia delle entrate può operare anche nelle uscite poiché dispone delle informazioni dei contribuenti, necessarie per garantire velocità ed affidabilità alle procedure d’erogazione delle risorse alle imprese. 
L’aver rimesso al centro il lavoro con l’intervento sul cuneo fiscale garantirà a 16 milioni di lavoratori un piccolo aumento dei salari, azione utile anche per aprire il dibattito attorno alla necessaria riforma fiscale, per ridurre le tasse e produrre coesione sociale. La digitalizzazione del sistema fiscale, la digitalizzazione dei pagamenti, la fatturazione elettronica, insieme alla riduzione del contante circolante restano i pilastri di una vera lotta all’evasione (Interrogazione e Question time su prospettive di riforma fiscale e sue caratteristiche).

Ora dobbiamo restituire fiducia, certezze e speranza. Dobbiamo riprogettare un paese semplice ed una pubblica amministrazione capace di trasformare le proprie funzioni di garanzia e controllo  in motori per accompagnare sviluppo e crescita economica, serve una nuova alleanza del fare veloce per spingere la crescita superando diffidenze e contrapposizioni inutili tra il passato ed il futuro, tra il lavoro ed il capitale, tra lo stato ed il mercato. Rilanciare tutti gli investimenti, pubblici e privati è la priorità.
Dobbiamo garantire la riapertura ordinata ed in sicurezza delle nostre scuole, dobbiamo restituire dignità alle relazioni tra le persone ed il necessario distanziamento fisico per superare la pandemia, deve offrire l’opportunità di progettare nuove relazioni sociali nelle nostre comunità. Queste sono alcune premesse per restituire speranza, ridurre la paura e per programmare una nuova crescita green.
Davanti a noi la nuova sfida economica si incrocia con un nuovo volto dell’Europa. Dal Mes al Sure, dai prestiti Bei alla sospensione del patto di stabilità insieme agli interventi messi in atto dalla BCE, decisivi per la stabilità dei saldi di finanza pubblica, rappresentano i principali interventi già definiti dalle istituzioni Europee. 
E’ una grande opportunità per l’italia, ed una grande sfida per il Governo. E’un’opportunità anche per la maggioranza,  la pandemia richiede uno sguardo al futuro per indirizzare il paese verso poche e qualificate azioni strutturali. 
La Nadef, la legge di bilancio 2021 insieme al piano nazionale delle riforme consegnano al Governo ed alla maggioranza l’onere di indicare tempi e progetti per realizzare nel paese un piano straordinario per le reti immateriali, per le connessioni veloci e diffuse, raggiungibili da tutti, per programmare un grande piano per il rifacimento o la riconversione in chiave ecologica del patrimonio pubblico, dalle scuole agli ospedali, dagli alloggi pubblici ai servizi residenziali per anziani, famiglie e giovani per ridurre i consumi energetici e per qualificare i nostri “beni comuni”.
Un progetto per destinare le risorse europee a pochi e qualificati assi strategici che possono cambiare il volto dell’Italia e favorire un nuovo sviluppo economico orientato al green.

La commissione Europea ha definito un piano ambizioso basato su una serie di interventi e strumenti finalizzati a rilanciare l’economia europea, promuovere la transizione verde e digitale, renderla più equa più resiliente e più sostenibile per le generazioni future. 
Sono due elementi strettamente legati: il quadro finanziario pluriennale 2021-2027, ed il nuovo strumento europeo per la ripresa “recovery  fund” rinominato “next generation Eu”.

Le  misure e le risorse UE:  
Misure                                                       Risorse       
QFP 2021-2027                                           1.100        
Recovery fund                                                750       
Misure già concordate (Sure prestiti Bei)       540       
TOTALE                                                       2.390     

Sono le condizioni per realizzare in Italia il più imponente piano per l’innovazione digitale. La velocità delle connessioni è indispensabile sia per ridurre il divario tra nord e sud, tra le città metropolitane e le aree interne, sia per portare la medicina territoriale a domicilio, garantendo universalità alla presa in carico dei diversi bisogni di salute che una lunga aspettativa di vita producono. 
Non è solo l’occasione per consegnare al passato la stagione dei tagli lineari sul SSN, è l’occasione per ripensare il volto nuovo della medicina territoriale, costruendo nuovi servizi  a cominciare dalle case della salute per realizzare l’incontro tra la medicina ospedaliera e la medicina territoriale, tra i medici di base e gli assistenti sociali.

Sono poco interessato al dibattito inutile “Mes sì – Mes no” (240 miliardi totali per eurozona 35/36 per l’Italia), sono convinto infatti che se il prestito è meno costoso rispetto all’incremento del debito pubblico che richiede una collocazione dello stesso sui mercati finanziari,e le condizioni saranno sostenibili e favorevoli, il problema è razionalmente risolto, si andrà verso un naturale utilizzo quando disporremo di un quadro complessivo degli interventi europei. Mi piacerebbe definirne con maggiore compiutezza l’utilizzo, serve un piano nazionale per determinare nuovi investimenti nei distretti sociosanitari: avvalendoci della medicina telematica, potenziando la medicina territoriale, l’igiene pubblica. Dobbiamo progettare il nuovo volto dei distretti socio sanitari per garantire nella dimensione domiciliare e di prossimità le cure, la presa a carico dei bisogni di salute che si determinano prima e dopo l’ospedale. Servono investimenti urgenti nelle reti immateriali per connettere tutte le abitazioni, servono investimenti per realizzare nuove case della salute nelle quali il coordinamento tra i medici ospedalieri ed i medici di base si incontri con gli assistenti sociali e con i servizi dei Comuni che per le disabilità e per la non auto sufficienza vanno implementati. Serve rimettere al centro la prevenzione anche per sottoporre tutti i cittadini alle protezioni necessarie per sconfiggere prima le pandemie, per evitare nuovi lockdown. 
Un piano con al centro le persone ed i suoi bisogni e attorno una comunità intera con l’associazionismo, il volontariato, la cooperazione sociale, le imprese che si facciano carico di una pluralità  di interventi per il sostegno, l’assistenza e le cura nella loro universalità.
Occorre rigenerare i nostri ospedali sempre più orientati ad una gestione rapida ed efficace delle criticità e dell’emergenza, si tratta di programmare un nuovo volto del sistema sanitario nazionale che definisca giuridicamente il contesto delle reti cliniche.
Facciamoci trovare pronti anche nel nostro territorio e nella nostra regione. Progettiamo il futuro restituendo fiducia e speranza, lavoriamoci insieme, discutiamo senza presunzione su alcune idee, vediamo di aprire un dibattito utile e comprensibile per i cittadini. I beni comuni abitano nel territorio, e la nostra dimensione economica si presta ad essere un laboratorio per innovare e ricostruire insieme il futuro.