Domenica 5 Luglio 2009
OMICIDIO A IMOLA, IL SINDACO: "NESSUNO STRUMENTALIZZI QUANTO E' ACCADUTO"
Letti i dibattiti di questi giorni sull’omicidio di via Primo Maggio, ritengo opportuno intervenire per invitare tutti, a cominciare dalle forze politiche e dai media, a lasciare da parte ogni strumentalizzazione e a non dimenticare mai che in questa tristissima vicenda sono coinvolte delle persone. Senza questa consapevolezza, senza uno sforzo da parte di tutti di riportare i valori al centro della discussione, diventa inevitabile cedere alla tentazione di trasformare una tragedia in un’occasione di propaganda, con il risultato di legittimare un reato qual è l’omicidio o prese di posizione inaccettabili come alcune di quelle comparse in questi giorni su internet.
Un omicidio non può mai essere tollerato. Sarebbe quantomeno paradossale battersi per eliminare nel mondo la pena di morte e accettare che possano esistere motivazioni plausibili per giustificare l’uccisione di una persona o, ancora peggio, che si possa incoraggiare l’omicidio che trova fondamento in ragioni etniche o di differenza razziale. Respingo le posizioni deliranti di chi, su Facebook e in alcuni siti, ha dipinto come un eroe il giovane che ha tolto la vita al suo patrigno. Siamo vicini ad un ragazzo che ha certamente accumulato grandi sofferenze e si è sobbarcato forse dolori e responsabilità più grandi della sua età, sentendo su di sé la responsabilità di difendere sua madre.
Ma nessuno, la politica in primis, deve sostituirsi ai giudici. L’omicidio è il delitto più grave e ai giudici spetta il compito di valutare i fatti e applicare la pena. Come sempre Mondini cerca speculazioni, giocando sui valori e senza alcun rispetto per le persone coinvolte. Idee come quella che il Comune debba farsi carico delle spese della difesa alimentano la pericolosa convinzione che la violenza, fino alle estreme conseguenze, possa essere una soluzione ai conflitti familiari. Altrettanto fermamente dobbiamo dunque condannare anche i soprusi e le violenze perpetrate all’interno delle mura domestiche. La violenza non può che generare altra violenza, producendo un’escalation senza controllo.
Dobbiamo però rifiutare in radice ogni ipotesi di giustizia fai da te, che produce danni innanzitutto a chi si è macchiato di questo delitto e alimenta sentimenti razzisti in base ai quali la vita delle persone ha valore diverso a seconda dell’etnia, della nazionalità o del colore della pelle. Ho apprezzato, a questo proposito, l’appello dei legali che assistono il giovane a non farne un eroe e ieri la pacatezza con la quale il padre ha condannato il razzismo di troppi commentatori. Ciò non toglie, tuttavia, che tutti, istituzioni in testa, debbano farsi carico di un ragazzo che ha bisogno di aiuto ora e ne avrà dopo, quando dovrà reinserirsi nella comunità. Noi dobbiamo lavorare costantemente per contrastare la solitudine e rafforzare le relazioni fra le persone: il silenzio, la solitudine, la totale assenza di relazioni tra le famiglie e i servizi sono i problemi che dobbiamo eliminare. Serve un più robusto senso civico, che porti a segnalare le situazioni di disagio alle associazioni e ai servizi operanti in città. Noi ci impegneremo per creare occasioni di incontro e confronto, mettendo a disposizione luoghi e sedi in cui sia possibile migliorare le relazioni e i legami tra le persone. In questo enorme lavoro che dobbiamo fare quotidianamente, la priorità è rafforzare il ruolo della famiglia, dando ai genitori supporto e tutti gli strumenti per svolgere al meglio l’insostituibile compito di educatori, ma anche consolidando le reti sociali, insegnando a chiedere aiuto per combattere il silenzio e l’indifferenza.
Basta con la politica che fa leva sull’odio razziale e su tragedie come questa a fini di propaganda: torniamo a confrontarci perché dai rappresentanti istituzionali arrivino messaggi culturali univoci di condanna della violenza e di sostegno al dialogo e al ripristino delle relazioni, fondamentali per la convivenza civile. Qui ci sono i nostri valori, i valori autentici della nostra città.
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