Mercoledì 11 Marzo 2009
«STOP ALLA CONTRAPPOSIZIONE TRA GRANDE DISTRIBUZIONE E CITTA' D'ARTE, LAVORIAMO INSIEME PER RILANCIARE IL CENTRO STORICO»
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Ecco l'intervento del sindaco Daniele Manca in apertura del Consiglio comunale tematico su Centro storico e commercio. Il Consiglio comunale tematico Ho condiviso il percorso che ha portato alla convocazione di questo Consiglio comunale tematico su Centro storico e commercio, sul quale maggioranza e opposizioni si sono trovate d’accordo. Ho trovato opportuno che sia stato fatto un passaggio in Commissione e che la Commissione stessa sia stata aperta alla partecipazione delle associazioni, per approfondire tematiche così importanti e delicate. Il dialogo su questi temi non solo non è inutile, ma direi che è auspicabile per definire un programma che caratterizzi questa legislatura. Mi auguro dunque che in questo Consiglio sia dato spazio al merito e siano lasciati da parte i contrasti ideologici.
La crisi economica Questo Consiglio arriva, come sappiamo tutti, in un momento molto difficile per l’economia globale. Una crisi complessa, di incerta durata, che fa sentire i suoi effetti anche nella nostra città, alla quale dobbiamo dare risposte. Il settore del commercio è particolarmente esposto in questo scenario, poiché la crisi incide sulla vita delle famiglie, la disoccupazione in aumento, la cassa integrazione provocano una contrazione dei consumi, anche di beni primari. Molti effetti sono visibili, altri si verificheranno nei prossimi mesi. Esiste un rischio di mortalità delle imprese che dobbiamo governare, ci saranno processi di riconversione. E’ necessario dunque che si uniscano le forze, che le associazioni di impresa, insieme alle istituzioni, mettano in rete e sostengano tutti gli strumenti possibili per sostenere le imprese in difficoltà e per garantire gli investimenti, in modo particolare sulle attività i settori maggiormente vocati alla competitività. Sottolineo l’importante accordo che abbiamo fatto con il mondo del credito, frutto di uno sforzo unitario che ha messo insieme tutti, imprese, forze sociali, istituzioni, istituti di credito, nella scelta delle priorità e nella predisposizione di misure concrete. Ma occorre anche riempire un vuoto: servono politiche nazionali più incisive. Non si può drammatizzare, ma neppure minimizzare la crisi. Occorrono interventi che vadano soprattutto a sostegno delle piccole e medie imprese, per le quali finora si è fatto davvero troppo poco. L’opera dell’Amministrazione comunale In questi anni l’Amministrazione comunale ha portato avanti un fondamentale programma di riqualificazione del Centro storico. Ricordo piazza Gramsci, piazza Mirri e via Emilia est, via Emilia ovest e piazza Caduti per la Libertà, piazza Medaglie d’Oro, Galleria del Risorgimento e portici, area di Porta Montanara e via Nino Bixio, ripavimentazione di tante strade del centro storico, tuttora in corso, il Mercato ortofrutticolo. Aggiungo, inoltre, il Piano della sosta, funzionale all’accesso e ad una piena fruizione degli spazi cittadini. Sono stati spesi milioni di euro per questi interventi: chi dipinge un Centro storico degradato e nega gli investimenti fatti nega la realtà. Il dibattito che facciamo oggi in quest’aula deve partire da questo programma realizzato. Dal confronto emergeranno, ne sono convinto, le proposte di chi vuole bene a Imola e crede nelle potenzialità del suo Centro storico, rispetto a chi vuole usarlo per altri fini, spesso in contrasto con gli interessi generali della città e dei cittadini. Penso a chi ha lavorato per bloccare Imola e la riqualificazione della piazza, a chi ha sempre votato contro i progetti di riqualificazione che fanno del nostro Centro storico uno dei più belli della regione, a chi ha sostenuto i conflitti e la risoluzione dei problemi lasciata alle aule dei tribunali: prima di dare suggerimenti, occorrerebbe che ammettesse gli errori commessi, per fare un salto in avanti e dare un contributo costruttivo. Si ammetta che la battaglia per bloccare un cantiere per anni non serviva a nessuno, anzi, ha provato gravi danni ed esasperato gli operatori del centro storico, che hanno avuto fin troppa pazienza, voglio riconoscerglielo ancora una volta. Oggi i lavori fatti fanno di Imola una città diversa rispetto a quelle che non hanno investito sul loro centro e alle opere già elencate prima aggiungo anche gli interventi sui contenitori culturali: la riqualificazione del teatro Ebe Stignani, gli interventi sul sistema dei musei, sulla biblioteca, che si trova proprio nel cuore della città e può essere davvero polo di attrazione per tante iniziative. Piazza Matteotti Oggi abbiamo accolto con grande senso di responsabilità l’ordinanza del Consiglio di Stato che ha accolto il nostro appello contro la sospensiva del Tar, abbiamo ripreso i lavori in piazza Matteotti e contiamo di completare la pavimentazione entro Pasqua. La piazza è un perno dell’identità di una comunità, un luogo fondamentale a disposizione di una città. Se possiamo ora augurarci di essere giunti alla fine di una lunghissima vicenda lo dobbiamo al positivo contributo di diverse amministrazioni dello Stato. Non ha senso parlare di inciucio: in questi mesi più amministrazioni hanno operato tenendo al centro l’interesse pubblico. Il Poic provinciale Ad inizio aprile sarà definitivamente approvato il nuovo Poic, il Piano provinciale del Commercio che è stato da noi condiviso. Lo riteniamo infatti utile per superare una discussione sbagliata, che appartiene al passato, che contrappone la grande distribuzione organizzata alle Città d’Arte. Si tratta di una visione datata, comprensibile forse in campagna elettorale, ma non in una fase in cui bisogna governare. Basta guardare cosa succede in tutta Europa, non solo nelle grandi città, ma anche in quelle di dimensioni simili alle nostre dove, a fronte di grandi centri commerciali posti nelle periferie, vicino alle grandi arterie di comunicazione, troviamo centri storici brillanti, vivaci, pieni di esercizi commerciali di pregio e in grado di attirare molta gente. Grande distribuzione ed esercizi commerciali in città rispondono a due domande e forniscono due risposte complementari e alternative. L’una e gli altri rappresentano, infatti, polarità specifiche. L’analisi dei flussi dimostra che chi frequenta i centri commerciali, al di là del settore alimentare per il quale andrebbe fatta una riflessione a parte, si muove su bacini molto ampi, cerca espressamente e dichiaratamente quella tipologia di esercizi, sono consumatori dei prodotti in vendita nella grande distribuzione, ama frequentare questo tipo di luoghi, si muove prevalentemente nei fine settimana. Questi si spostano, dunque, anche parecchi chilometri per raggiungere la meta. Se la Fucina non venisse realizzata a ridosso del nostro casello autostradale, sarebbe edificata altrove, a ridosso di un altro casello. La Fucina deve rappresentare dunque un’opportunità, non una contrapposizione. La strada che dobbiamo percorrere è quella dell’integrazione, della complementarietà. Città d’Arte. Imola ha le caratteristiche per diventare una Città d’Arte, per l’intero suo perimetro. Dobbiamo dunque ragionare come, con un’adeguata promozione legata al circuito delle Città d’Arte, possiamo metterci in grado di intercettare flussi di visitatori, offrendo iniziative, eventi, progetti turistici. Dobbiamo lavorare per attrezzare la città su questa sfida. Questo ci permetterebbe di superare il contrasto tra grande distribuzione, che deve farsi carico anche in termini economici della valorizzazione del Centro, come avvenuto nell’accordo per l’attuazione della Multisala e della Fucina, e Centro storico, spostando l’attenzione su come fare in modo che un polo così importante, vicino all’autostrada, diventi un’opportunità per tutta la città. Occorre dunque elaborare progetti per valorizzare e promuovere il centro storico e la precondizione per farlo è l’unità delle associazioni, per fare sistema e per condividere un nuovo progetto per la valorizzazione del Centro. Serve infatti un nuovo patto su questo versante Non bastano le ordinanze – già ora abbiamo 13 aperture domenicali -, ma occorre un confronto diretto, che coinvolga i commercianti, specialmente le piccole realtà. Dobbiamo rendere condiviso e sostenibile un piano che preveda aperture domenicali, una diversa articolazione delle fasce orarie. Capisco che per tanti esercizi, a conduzione familiare, non sia facile affrontare questo tema e io ho sempre avuto rispetto per queste problematiche. Insieme alle associazioni dobbiamo incontrare gli operatori per condividere un nuovo accordo sugli orari. Ecco perché serve un patto trasparente, anche con la grande distribuzione, perché la città sia pronta, con i negozi aperti, quando c’è gente, in centro e fuori. Un nuovo progetto di promozione e marketing, legato alle Città d’Arte, può servire anche per attrarre risorse. Dunque dobbiamo aprire una riflessione sulla riorganizzazione della Stai, che deve diventare un’Agenzia di incoming, di valorizzazione e di ricevimento turistico, in grado anche di gestire le ricadute di una nuova promozione della città. Senza adeguate strutture, infatti, non si sta nel circuito regionale delle Città d’Arte. Contenitori. Da parte nostra, siamo pronti a fare la nostra parte per attirare nuovi investimenti sul centro storico. Questa fase di crisi rende difficile investire ora per i privati, ma il Comune è disponibile a un ragionamento sulle nuove polarità per il centro città. I contenitori ci sono, anche pubblici, mi riferisco ai Circoli, al Centro Cittadino, agli spazi che si affacciano sulla piazza e che ora ospitano i servizi alla cittadinanza. Non serve fare video per mostrare le cose brutte della città e non indicare le eccellenze. E’ un’iniziativa demagogica, che non fa bene a Imola. Servono contenitori, ma anche contenuti, servono iniziative di promozione, collaborazione da parte di tutti. Autodromo Un altro contenitore che voglio aggiungere, in questo discorso, è l’Autodromo. Finora abbiamo adottato strategie chiarissime per non bloccarne l’attività, dall’approvazione del calendario degli eventi a tutto ciò che era necessario fare per continuare a lavorare in modo costruttivo. Dobbiamo trovare nuove connessioni tra l’Autodromo e il Centro storico, perché si tratta di un’infrastruttura che può arricchire notevolmente il nostro progetto di Imola Città d’Arte. Mercato Introduco, poi, un altro elemento, legato al completamento della piazza, che è la collocazione del mercato ambulante. Appena finiranno i lavori di pavimentazione, avvieremo un confronto su questo argomento con le associazioni, i commercianti del centro e gli ambulanti. L’obiettivo è liberare i parcheggi ora occupati dagli ambulanti, riorganizzando il mercato, ma anche su questo punto dovremo riprendere il confronto con la Soprintendenza, poiché la nostra città ha dei vincoli, alcuni rinnovati, altri confermati e dobbiamo tenerne conto. Per concludere, sottolineo l’importante lavoro fin qui svolto dall’assessore Monica Campagnoli, nella ricerca di una collaborazione con tutte le associazioni. Rafforzare la tensione unitaria tra le associazioni è fondamentale per risolvere i punti che ho elencato oggi: il tema degli orari, l’occupazione degli spazi, la promozione degli eventi, fino ad arrivare ad un piano per la pulizia e il ripristino del decoro del cittadino, messo a dura prova in alcuni spazi da scritte improprie. Un risultato importante lo abbiamo ottenuto con la condivisione del calendario delle iniziative natalizie, fatto in accordo con tutte le associazioni. Dobbiamo proseguire su questa strada, per mettere a punto un calendario di iniziative insieme, in grado di attrarre flussi e investimenti. Ricordo le cose che abbiamo fatto per il commercio: la riduzione, per taluni addirittura l’eliminazione, della tassa di occupazione del suolo pubblico, il regolamento d’igiene che incentiva l’apertura di nuove attività, per includere e non per escludere. Imola ha le condizioni – architettoniche, ambientali, strutturali – per vincere questa sfida e noi tutti dobbiamo essere più orgogliosi di ciò che siamo.
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