Martedì 28 Ottobre 2008
IL SINDACO CON GLI STUDENTI IMOLESI CHE PROTESTANO CONTRO IL DECRETO GELMINI SULLA SCUOLA
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Il sindaco di Imola, Daniele Manca, aderisce alla protesta degli studenti imolesi contro la riforma Gelmini e parteciperà alle iniziative in programma il 29 e 30 ottobre.
«Ho particolarmente apprezzato le motivazioni dell’iniziativa dei rappresentanti d’istituto delle scuole imolesi, che hanno deciso di dar vita a una “due giorni” di protesta contro la riforma Gelmini: vi parteciperò anch’io, nella convinzione che questo tema riguardi tutta la città. E’ importante che in questi giorni, in queste ore, tutte le componenti della scuola, gli insegnanti, gli studenti e le loro famiglie, il personale non docente, si battano contro ogni tentativo di indebolire la scuola pubblica. Sosteniamo questa lotta per salvare il futuro dei nostri figli». «Ritengo inadeguato ed errato il provvedimento del ministro Gelmini, ispirato dalla scelta di tagliare risorse per la scuola pubblica, senza bilanciarla con una strategia riformatrice della stessa – prosegue Manca -. Sono mancate del tutto le occasioni di confronto, con un errore di metodo che si aggiunge alle forti perplessità sul merito delle norme introdotte. Non si è insomma tenuto in alcun conto, da parte del Governo, il fatto che nel sistema scolastico italiano c’è un enorme patrimonio di esperienze, ci sono anni di lavoro e di dedizione del personale docente, da valorizzare e da sostenere. La proposta è culturalmente povera, poiché si è cercato di mascherare gli errori con misure superficiali – il voto in condotta, l’introduzione dell’insegnamento della nuova materia “Cittadinanza e Costituzione”, il ritorno al grembiulino -, non sbagliate in sé, ma che avrebbero dovuto essere inserite all’interno di una ristrutturazione del sistema scolastico». Il sindaco sottolinea che l’Amministrazione comunale ritiene «prioritario l’investimento sul sapere. «Apriremo presto la nuova scuola media della Pedagna, stiamo progettando un nuovo asilo nido per ridurre le liste d’attesa e ampliare l’offerta dei servizi fino a superare la quota del 40% dei bambini inseriti nelle strutture per la prima infanzia – spiega - Lavoreremo insieme alle famiglie, al personale docente e non docente, ai dirigenti scolastici, alle articolazioni economiche e sociali, poiché la scuola è di tutti, per farci carico di una sfida impegnativa».
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