Solidarietà al popolo campano

Grazie, Presidente.

Ho ritenuto opportuno chiedere di poter informare il consiglio comunale in riferimento all’emergenza rifiuti e voglio ringraziare ancora una volta il presidente della Commissione Urbanistica, Filiberto Mazzanti, che ha consentito a me e all’assessore Mazzini di comunicare subito, lunedì pomeriggio, il contenuto dell’operazione.

Tale emergenza ha origini lontane e nodi tuttora irrisolti, è frutto di veti e conflitti permanenti, che si trascinano da decenni.

Basti ricordare che la prima dichiarazione dello stato di emergenza, seguita dalla nomina del primo Commissario di Governo con poteri straordinari, risale al 1994.

Inoltre, in questo territorio le questioni spesso si sono intrecciate con gli interessi della criminalità organizzata, con il risultato che situazioni di illegalità si sommano all’assenza di un’adeguata programmazione degli interventi necessari alla soluzione radicale del problema.

Io considero questa situazione innanzitutto un grave danno per l’Italia, un enorme problema di credibilità per il nostro Paese, oltre che un grave pericolo per la sicurezza e l’incolumità dei cittadini campani.

In un Paese civile, che si appresta a celebrare il 150° anniversario dall’unificazione, è doveroso chiedere con forza a tutti i livelli di governo (nazionale, regionali, locali) un’adeguata programmazione degli interventi, in modo da uscire da un’emergenza insostenibile.

Ero tra i banchi del consiglio, in occasione dell’emergenza del gennaio 2008, quando l’allora sindaco Marchignoli si assunse responsabilmente l’onere di aiutare la città di Napoli e la Regione Campania, nell’ambito di un’analoga operazione di solidarietà nazionale.

Oggi come allora, nonostante le diverse iniziative propagandiste e populiste di Berlusconi e dei suoi ministri e i ripetuti annunci miracolistici, la fine dell’emergenza in realtà non c’è stata. Questo perché l’emergenza non si risolve né con le telecamere, né con gli spot. Servono gli impianti necessari allo smaltimento dei rifiuti e serve una svolta in quella regione all’insegna nella legalità e della  trasparenza.

Di fronte alla situazione di grave emergenza in cui versano la regione Campania e la città di Napoli, il Governo Berlusconi, all’unanimità e dunque con il contributo di tutti i ministri, ha inoltrato alle Regioni la richiesta di far fronte all’impegno di smaltire 60.000 tonnellate di rifiuti campani.

Il presidente Errani, coerentemente con la responsabilità connessa al suo ruolo di presidente della Conferenza delle Regioni, ha offerto la disponibilità della Regione Emilia-Romagna  a farsi carico di una quota di 5.000 tonnellate.

In questo contesto, ho deciso di rispondere positivamente, in piena sintonia con il presidente Errani, garantendo la disponibilità della nostra città e della nostra discarica ad affrontare tale emergenza, coniugando la solidarietà nazionale con la totale garanzia per la sicurezza e la salute di tutti i cittadini, all’interno di un corretto procedimento di smaltimento e di lavorazione dei rifiuti.

Le 5.000 tonnellate in arrivo a Imola, che rappresentano la frazione umida e dunque non rifiuti indifferenziati, sono il quantitativo oggetto dell’accordo tra la Regione Campania e la Regione Emilia-Romagna. Esse sono pari allo 0,2% del totale di rifiuti urbani prodotti nella nostra regione nell’anno 2009 e il 2% della spazzatura che la nostra discarica è autorizzata a ricevere nell’arco di un anno, cioè 250.000 tonnellate.

La Regione ha scelto tecnicamente di utilizzare un solo impianto proprio perché le caratteristiche riferite alla porzione umida, destinata a compostaggio e biostabilizzato, richiedono un controllo e un monitoraggio da parte di Arpa più efficace se svolto in un’unica sede, date le modalità di lavorazione e di trattamento.

Nello stesso tempo, si è condiviso, per consentire alla discarica Tre Monti di poter lavorare questo quantitativo nel pieno rispetto delle normative vigenti, con la supervisione dell’Arpa, di dirottare su altre discariche della regione, sempre in un’ottica di solidarietà, lo stesso quantitativo di rifiuti precedentemente destinato al nostro impianto.

Si tratta perciò di un’operazione a saldo zero, ambientalmente sostenibile, anche perché la porzione umida non occupa stabilmente spazi in discarica, essendo destinata alla trasformazione in biostabilizzato, che potrà essere utilizzato sia nella stessa discarica, come copertura e per ridefinire i livelli, sia in interventi esterni come riempimento, permettendo un risparmio in materiali naturali come ghiaia o terra.

Nell’accordo è inoltre previsto che lo smaltimento massimo giornaliero sarà di 150 tonnellate. Considerando un carico di 30 tonnellate a camion, saranno dunque non più di cinque i mezzi che giornalmente raggiungeranno la discarica, non in aggiunta, bensì in sostituzione di quelli soliti, quindi senza carichi ulteriori per quanto riguarda la mobilità in entrata e in uscita.

Le operazioni partiranno già nei prossimi giorni, probabilmente lunedì, non appena verrà definito l’accordo tecnico, dal momento che l’emergenza richiede un pronto intervento.

Come si evince da quanto detto, gli aspetti economici non sono stati l’elemento decisivo che ci ha indotti a dare il nostro contributo, nella responsabilità nazionale, perché, ripeto, sono assolutamente convinto che ogni Regione debba attrezzarsi per provvedere in regime di autosufficienza allo smaltimento dei rifiuti prodotti.

Le risorse ricavate in termini di disagio ambientale saranno utilizzate per interventi di manutenzione alle strade della zona, che concorderemo con i cittadini che, più di altri, devono sopportare i disagi legati all’attività della discarica.

Incontrerò infatti al più presto il Forum Tre Monti Zello e l’Osservatorio sulla discarica, per assicurare loro una corretta informazione. Garantisco inoltre fin d’ora un accurato monitoraggio delle operazioni e, insieme ad Arpa, tutte le iniziative utili a dare corrette informazioni ai cittadini.

La scelta che ho compiuto, quindi, è coerente con i valori fondanti della nostra città e tiene insieme l’impegno della solidarietà con le nostre responsabilità di governo.

Ho sempre considerato, inoltre, coerente con la nostra Costituzione e con i valori fondanti della Repubblica italiana assicurare la massima collaborazione tra livelli istituzionali, a prescindere da chi pro tempore li rappresenta.

E’ il Governo Berlusconi-Bossi a chiedere alle Regioni di affrontare insieme l’emergenza, è il presidente della Regione Campania Caldoro ad avere firmato con Vasco Errani, presidente dell’Emilia-Romagna, l’accordo in questione.

Auspico dunque che i rappresentanti locali dei partiti che sostengono il governo non siano ambigui nell’atteggiamento verso questa vicenda, per non cadere nel ridicolo.

Inoltre, se si dovessero verificare episodi mirati a ostacolare le operazioni, con blocchi o forzature, lo dico anche a forze politiche non presenti in questo consiglio, dovremmo rivolgerci al ministro Maroni e ne informeremmo immediatamente il Prefetto.

Lo dico con chiarezza: come nel 2008 i rifiuti non furono accolti per compiacere l’allora governo regionale di Bassolino, così anche oggi con responsabilità abbiamo deciso di dare il nostro contributo per la soluzione dell’emergenza. Ma saremo rigorosi nei controlli e non avremo timore, se i rifiuti non dovessero avere le caratteristiche previste dall’accordo, a rispedirli al mittente, come hanno fatto altri in questi giorni.

Ho sentito qualcuno parlare di carriera, ma dico che è assurdo dire che prendiamo i rifiuti per motivi di carriera, chi governa ha responsabilità precise e la prima responsabilità è l’esigenza di salvare la credibilità dell’Italia, di fare qualcosa per il nostro Paese più utile che promettere di risolvere tutto in 48 ore, come ha fatto ancora una volta ieri il presidente del Consiglio. Serve assai di più dire con chiarezza che l’emergenza si risolverà in tre o quattro anni, se si faranno gli impianti necessari.

Il nostro sì è dunque coerente con i valori della nostra città e con la stessa responsabilità assicuriamo totale trasparenza e la destinazione delle risorse provenienti dall’operazione, a titolo di riconoscimento del disagio ambientale, per migliorare la viabilità della zona.

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